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Aggiornamenti e notizie dal mercato del Crowdinvesting

24 luglio 2026

Club Deal: come trasformare una rete di contatti in una community di investitori

Chi promuove Club Deal costruisce nel tempo un patrimonio che va oltre le singole operazioni: la propria rete di relazioni.Imprenditori, professionisti, investitori privati e family office che conoscono il promotore, ne apprezzano l’esperienza e possono essere interessati a valutare nuove opportunità.Spesso, però, questa rete continua a essere gestita attraverso rubriche personali, fogli Excel, e-mail, cartelle condivise e conversazioni WhatsApp. Strumenti utili nelle prime fasi, ma difficili da coordinare quando aumentano gli investitori, le operazioni presentate e le informazioni da mantenere aggiornate.Il rischio è quello di disporre di molti contatti senza avere una vera community.Che cos’è un Club Deal? Un Club Deal è un’operazione di investimento rivolta a un gruppo selezionato di investitori, riuniti intorno a una specifica opportunità e coordinati da un promotore o da un advisor. Nel tempo, le relazioni sviluppate attraverso le diverse operazioni possono dare vita a una community di investitori.Qual è la differenza tra una lista di contatti e una community di investitori? Una lista raccoglie nominativi e recapiti. Una community comprende anche interessi, operazioni valutate, manifestazioni di interesse e relazioni costruite nel tempo. Queste informazioni aiutano il promotore a individuare gli interlocutori più coerenti con ogni nuova opportunità, evitando comunicazioni generiche rivolte indistintamente a tutto il network.Quando i dati sono distribuiti tra file, messaggi e caselle di posta personali, ricostruirli richiede tempo e il processo finisce spesso per dipendere dalla memoria delle singole persone. Quando la community cresce e le operazioni diventano più frequenti, queste informazioni devono essere raccolte e gestite in modo strutturato.Quando una community ha bisogno di uno spazio digitale riservato? Quando aumentano gli investitori, le opportunità e i documenti da condividere, e-mail, fogli Excel e cartelle personali diventano difficili da coordinare. Uno spazio digitale riservato permette al promotore di organizzare la community, presentare i deal a gruppi selezionati, condividere informazioni aggiornate e raccogliere manifestazioni di interesse in un unico ambiente.Ogni investitore accede con le proprie credenziali e visualizza esclusivamente i contenuti per i quali è stato abilitato. Il promotore mantiene così il controllo della relazione e dispone di un punto unico nel quale organizzare investitori, contenuti e attività relative alle diverse operazioni.Come la tecnologia supporta la relazione personale Nei Club Deal il rapporto diretto rimane centrale. La conoscenza personale, la fiducia nel promotore e il confronto sull’operazione continuano ad avere un ruolo determinante nella decisione dell’investitore. La tecnologia non sostituisce questa relazione, ma la rende più ordinata ed efficace. Centralizzare documenti, comunicazioni e manifestazioni di interesse riduce le attività manuali e permette al promotore di dedicare più tempo al confronto con gli investitori e alla qualità delle opportunità presentate.Anche per chi valuta il deal, poter accedere a informazioni aggiornate in un unico spazio semplifica il percorso ed evita la dispersione tra allegati, cartelle e conversazioni differenti.Perché il valore della community continua dopo il singolo deal La relazione con un investitore non termina necessariamente con la conclusione di un’operazione. Anche chi non partecipa a uno specifico Club Deal può essere interessato a iniziative successive, più vicine alle proprie preferenze o alla disponibilità del momento.Mantenere uno storico delle interazioni permette di non disperdere il lavoro svolto e di costruire una conoscenza progressiva della community.Il vero valore non è quindi soltanto chiudere il singolo deal, ma creare una relazione continuativa con una base di investitori qualificati.ClubCore: uno spazio digitale riservato per gestire Club Deal e community di investitori ClubCore è la soluzione Platform as a Service di Tech4finance pensata per i promotori che vogliono organizzare la propria community e gestire i Club Deal attraverso uno spazio digitale riservato e personalizzato. La piattaforma permette di presentare opportunità a gruppi selezionati, condividere informazioni e documenti e raccogliere manifestazioni di interesse.ClubCore non è un marketplace pubblico, ma un ambiente proprietario nel quale il promotore mantiene il controllo del proprio network e delle relazioni costruite nel tempo.Vuoi trasformare la tua rete di contatti in una community di investitori organizzata? Scopri ClubCore e richiedi una presentazione della piattaforma!
Autore: tech4finance.it
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22 luglio 2026

Presentato l'11° Report italiano sul Crowdinvesting

Il 21 luglio 2026 è stato presentato l'11° Report italiano sul Crowdinvesting, realizzato dall’Osservatorio Entrepreneurship Finance & Innovation della School of Management del Politecnico di Milano.La nuova edizione fotografa un mercato in evidente difficoltà: nei dodici mesi compresi tra luglio 2025 e giugno 2026 la raccolta complessiva attraverso equity crowdfunding, minibond e direct lending si è fermata a 164,19 milioni di euro, con un calo del 36,8% rispetto alla rilevazione precedente.La contrazione è risultata ancora più marcata nel primo semestre del 2026, nel quale sono stati raccolti 73,72 milioni di euro, il 37,6% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. I volumi complessivi sono così tornati sui livelli registrati nel 2020.Crowdinvesting 2026: meno piattaforme e meno campagne Al 30 giugno 2026 risultano autorizzate in Italia 37 piattaforme ECSP, cinque in meno rispetto all’anno precedente. Soltanto 30, però, hanno pubblicato almeno una campagna negli ultimi dodici mesi.Il dato riflette una fase di consolidamento del settore, caratterizzata dall’uscita di alcuni operatori, dalla sospensione di alcune autorizzazioni e dalle prime operazioni di aggregazione.Il nuovo quadro regolamentare europeo ha innalzato gli standard di trasparenza, organizzazione e controllo, ma ha anche reso più complesso e oneroso operare sul mercato. La capacità di sostenere nel tempo gli investimenti tecnologici, organizzativi e di compliance sta quindi diventando un importante fattore di selezione.Equity crowdfunding: il real estate sostiene la raccolta Nel 2025 le campagne equity concluse con successo hanno raccolto 98,06 milioni di euro, rispetto ai 112,58 milioni del 2024.Nel primo semestre 2026 la raccolta è scesa a 37,96 milioni, con una riduzione del 29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il contributo del comparto immobiliare è stato però determinante: le operazioni real estate hanno raccolto 29,39 milioni di euro, mentre tutte le altre campagne equity si sono fermate complessivamente a 8,56 milioni.Questi dati sembrano indicare una maggiore attenzione del mercato verso progetti con una destinazione delle risorse, una durata e una prospettiva di monetizzazione più facilmente identificabili.Lending crowdfunding in forte calo Il direct lending ha chiuso il 2025 con 106,16 milioni di euro raccolti, il 34% in meno rispetto al 2024. La flessione è proseguita nel primo semestre 2026, con una raccolta pari a 33,60 milioni di euro, quasi dimezzata rispetto ai 62,21 milioni dello stesso periodo del 2025.Anche in questo comparto prevalgono le operazioni immobiliari, che hanno contribuito per 28,04 milioni di euro. Negli ultimi dodici mesi il 76,4% delle campagne lending pubblicate ha riguardato il real estate.Parallelamente sono aumentati i rendimenti medi offerti, arrivati al 10,58% nelle campagne lending. Un incremento che può rendere le proposte più attrattive, ma che deve essere valutato insieme al livello di rischio dell’operazione e alla capacità di rimborso del proponente.Le prospettive del crowdinvesting italiano I dati del Report mostrano un mercato molto diverso da quello cresciuto rapidamente negli anni precedenti. La riduzione dei volumi non può essere ignorata, ma rappresenta anche il segnale di una fase più selettiva, nella quale la sostenibilità delle piattaforme dipenderà sempre meno dal semplice numero delle campagne pubblicate e sempre più dalla qualità dei progetti, dalla solidità organizzativa e dall’efficienza dei processi.In questo contesto, la tecnologia non può limitarsi a supportare la pubblicazione delle offerte e la raccolta delle sottoscrizioni. Deve consentire di gestire in modo integrato l’intero ciclo di vita dell’investimento: onboarding degli utenti, profilazione, ordini, pagamenti, controlli, comunicazioni, monitoraggio delle operazioni e reportistica.Un possibile impulso alla ripartenza potrà arrivare dall’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI, previsto per le operazioni realizzate attraverso piattaforme autorizzate. La misura contempla una copertura fino all’80% per direct lending e minibond e fino al 50% per l’equity, ma al momento della presentazione del Report non era ancora pienamente operativa.La garanzia pubblica potrà favorire il ritorno degli investitori, ma non potrà sostituire una selezione rigorosa dei progetti, una rappresentazione trasparente dei rischi e un monitoraggio efficace delle operazioni.Il futuro del crowdinvesting passerà quindi dalla capacità di costruire un mercato più concentrato, professionale e sostenibile, nel quale tecnologia, compliance e qualità dei processi diventino parte integrante del modello di business. Tech4finance segue da anni l’evoluzione del crowdinvesting italiano e supporta gli operatori del settore attraverso CrowdCore, la piattaforma tecnologica dedicata alla gestione dei processi di raccolta, investimento e post-campagna.La registrazione completa della presentazione dell’11° Report italiano sul Crowdinvesting è disponibile a questo link.
Autore: tech4finance.it
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25 novembre 2025

Pubblicato l’8° Quaderno di Ricerca del Politecnico sulla Finanza Alternativa

Il Politecnico di Milano ha pubblicato l’8° Quaderno di Ricerca sulla Finanza Alternativa, il documento che ogni anno fotografa lo stato reale degli strumenti di capitale complementare utilizzati dalle PMI italiane: minibond, private debt, crowdfunding, fintech, tokenizzazione, private equity e quotazioni su EGM.L’edizione 2025 mostra un mercato che non si sta riducendo, ma riallineando: alcuni strumenti crescono con decisione, altri rallentano, altri ancora stanno maturando grazie a nuovi standard regolamentari. La finanza alternativa, nel suo insieme, resta un canale strategico per le PMI che cercano soluzioni più rapide, visibili e flessibili rispetto al credito bancario tradizionale. Cosa emerge dal Quaderno del Politecnico. I numeri presentati durante il Finance Day Italia mostrano una ripresa evidente.Nel primo semestre 2025 le PMI hanno emesso 54 minibond, per un totale di 333 milioni di euro, in aumento rispetto ai 202 milioni dello stesso periodo del 2024. Anche il direct lending conferma segnali di ripartenza, con una domanda crescente da parte di imprese che cercano soluzioni flessibili e digitali.Più prudente, invece, il venture capital, che registra un aumento del numero di deal ma una riduzione del valore medio dei round. Una correzione fisiologica, che rende il mercato più attento e selettivo. Il Crowdinvesting: meno volumi, più maturità. Dai dati si nota innanzitutto una ripresa energica del private debt e dei minibond. Nel primo semestre 2025 sono stati emessi 54 minibond per 333 milioni di euro, segnando un netto rimbalzo rispetto al 2024. La crescita dei prestiti green, social e sustainability-linked conferma che il mercato sta orientandosi verso strumenti più sofisticati e coerenti con le metriche ESG.Anche il mondo fintech vive un ritorno di slancio. L’invoice trading, dopo la contrazione del 2023, mostra volumi nuovamente in aumento grazie alla maggiore disponibilità di capitali e alla diffusione di modelli integrati nei sistemi gestionali delle imprese. Le PMI apprezzano soprattutto la velocità delle operazioni e l’assenza di segnalazioni in Centrale Rischi.Il private equity e il venture capital mantengono una sostanziale stabilità: nel 2024 sono stati investiti 927 milioni di euro nel VC, mentre la prima metà del 2025 conferma un ritmo in linea con l’anno precedente. I business angel segnano invece un forte recupero, con 74,5 milioni investiti.Sul fronte dei mercati regolamentati, l’Euronext Growth Milan registra per la prima volta un lieve arretramento: al 30/6/2025 risultano quotate 205 società, con soltanto 6 nuove IPO nel semestre. Crowdinvesting: un anno di transizione. Il segmento più delicato del report è quello del Crowdfunding, dove il Politecnico rileva raccolte complessive pari a 261 milioni di euro negli ultimi dodici mesi, segnando un calo del 14%.L’Equity Crowdfunding non immobiliare è la componente più colpita, con soli 47 milioni raccolti (-19%), mentre il lending non immobiliare rimane stabile. L’immobiliare continua a sostenere il settore, ma non basta a bilanciare un anno segnato da due fattori determinanti:l’entrata a regime della normativa ECSP, che ha imposto verifiche, processi e controlli più rigorosi;i ritardi nei rendimenti di molti progetti, che hanno raffreddato la fiducia dell’investitore retail.Non si tratta, però, di un segnale di arretramento strutturale. L’intero comparto crowd sta attraversando una fase di maturazione necessaria, in cui l’aumento degli standard operativi seleziona i player più solidi e porta il mercato verso un modello più sostenibile e professionale. Come interpretare questo cambio di ciclo? Dal nostro punto di vista, ovvero quello di chi costruisce infrastrutture regolamentate per piattaforme e gestori ECSP, il quadro è chiaro: l’ECSP non è un freno, ma una correzione di rotta.Il mercato sta passando dalla logica del “volume di campagne” a quella della qualità dei processi, della governance, della trasparenza e della scalabilità. È esattamente il contesto in cui piattaforme strutturate, dotate di infrastrutture come CrowdCore, possono crescere più velocemente e con meno rischi. Il 2025 sarà quindi un anno di assestamento, e il 2026 uno di rilancio: meno piattaforme, più solide; meno progetti speculativi, più operazioni corporate; maggiore apertura al capitale professionale.Il nuovo Quaderno di Ricerca del Politecnico conferma che la finanza alternativa resta un pilastro per le PMI italiane. Alcuni strumenti accelerano, altri correggono il passo, ma l’intero ecosistema si sta muovendo verso standard più elevati, più digitalizzati e più stabili.Per noi di Tech4finance, questa trasformazione rappresenta il passaggio più importante degli ultimi anni: la maturazione definitiva del crowdinvesting come asset class seria, regolamentata e pronta a dialogare con investitori sempre più qualificati.
Autore: tech4finance.it
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21 novembre 2025

CrowdCore: 5 anni di infrastruttura SaaS che abilita il CrowdInvesting

Dalla piattaforma all’infrastruttura: un nuovo approccio al Crowdinvesting Cinque anni fa abbiamo deciso di introdurre nel mercato un nuovo modello di implementazione tecnologica: un’infrastruttura SaaS modulare, dedicata esclusivamente al Crowdinvesting, conforme alle normative europee e progettata per supportare i modelli operativi di Equity e Lending Crowdfunding.Da questa visione è nata CrowdCore, la prima infrastruttura tecnologica verticale, ECSP compliant, integrata con onboarding, KYC, AML, conti digitali, pagamenti e flussi approvati in diverse istanze autorizzative. CrowdCore non è un’applicazione software, non è una piattaforma, è ciò che permette alle piattaforme di Crowdinvesting di esistere, funzionare e scalare sul mercato. Cos'è CrowdCore e perché ha cambiato il paradigma del Crowdinvesting CrowdCore è un’infrastruttura SaaS specializzata per chi opera professionalmente nel mercato del Crowdinvesting, in conformità con il Regolamento ECSP e con i requisiti del Regolamento DORA, che permette di:creare piattaforme personalizzate e adattabili a modelli Equity o Lending;gestire in modo integrato onboarding, KYC, AML, conti digitali e pagamenti;integrarsi con istituti di pagamento vigilati e provider autorizzati;supportare i flussi necessari per processi autorizzativi presso le autorità competenti.È una soluzione tecnologica progettata per sostenere progetti reali, scalabili e conformi. Il contributo di CrowdCore alla crescita del mercato Negli ultimi cinque anni, CrowdCore ha abilitato oltre 20 piattaforme supportando l’evoluzione tecnologica e normativa del settore del Crowdinvesting e generando risultati significativi:oltre 500 operazioni finanziate;oltre 10.000 utenti profilati e gestiti in compliance;oltre 100 milioni di euro raccolti;oltre 200.000 transazioni eseguite in sicurezza.Non sono solo numeri, ma indicatori di un ecosistema tecnologico in grado di sostenere operatori autorizzati e community di investitori. Perché oggi CrowdCore è la soluzione leader nel mercato del Crowdinvesting Il valore di CrowdCore sta nella sua specializzazione verticale, nella sua compliance regolamentare e nella sua adattabilità al modello operativo di ogni piattaforma. È una soluzione:offerta in Modalità SaaS (Software as a Service);modulare e personalizzabile;conforme agli standard ECSP;adottata da operatori autorizzati e vigilati;con workflow approvati in diverse istanze autorizzative;conforme al nuovo Regolamento DORA; con esternalizzazione dei servizi ICT.Non si limita a digitalizzare processi: li rende sostenibili, auditabili, certificabili e scalabili. Per maggiori informazioni Scarica qui la scheda prodotto, oppure visita il sito CrowdCore e richiedi una demo o una consulenza gratuita, verrai ricontattato da un nostro specialista.
Autore: tech4finance.it
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20 novembre 2025

Finance Day Italia 2025: la finanza alternativa riparte. Il Crowdinvesting entra nella sua fase 2.0

La nuova edizione del Finance Day Italia 2025, organizzata da Innexta e dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, conferma un trend ormai evidente: la finanza alternativa è tornata al centro della strategia finanziaria delle PMI italiane.Dopo un periodo di incertezza macroeconomica e tassi elevati, il mercato sta mostrando un rinnovato interesse verso strumenti come minibond, direct lending e Crowdinvesting regolamentato ECSP. È un’evoluzione che non riguarda solo l’offerta degli operatori, ma anche la domanda delle imprese e la maturità degli investitori.La fotografia del mercato: minibond e lending in crescita. I numeri presentati durante il Finance Day Italia mostrano una ripresa evidente.Nel primo semestre 2025 le PMI hanno emesso 54 minibond, per un totale di 333 milioni di euro, in aumento rispetto ai 202 milioni dello stesso periodo del 2024. Anche il direct lending conferma segnali di ripartenza, con una domanda crescente da parte di imprese che cercano soluzioni flessibili e digitali.Più prudente, invece, il venture capital, che registra un aumento del numero di deal ma una riduzione del valore medio dei round. Una correzione fisiologica, che rende il mercato più attento e selettivo.Il Crowdinvesting: meno volumi, più maturità. Uno dei dati che ha attirato maggior attenzione riguarda il Crowdfunding. La raccolta complessiva negli ultimi 12 mesi si è attestata a 261 milioni di euro, segnando una contrazione rispetto all’anno precedente.Ma la contrazione non è un arretramento: è un cambio di fase, il Crowdinvesting sta evolvendo sotto diversi aspetti:maggiore attenzione alla compliance ECSP;investitori retail più consapevoli e meno impulsivi;piattaforme più strutturate e orientate a investimenti professionali;integrazione crescente con strumenti di finanza alternativa come club deal digitali e veicoli di investimento.In altre parole: si passa dal “crowdfunding generalista” a un modello 2.0, più professionale e più vicino alle esigenze reali delle PMI. Infrastrutture, integrazione, scalabilità Dal nostro punto di osservazione, questo scenario è perfettamente coerente con ciò che sta accadendo sulle piattaforme che supportiamo a livello tecnologico e operativo.La richiesta delle PMI non è più quella di “un’alternativa bancaria”, ma di infrastrutture digitali affidabili, capaci di integrare:processi di compliance e governance;raccolte equity;operazioni di lending;strumenti partecipativi;minibond.Le piattaforme non sono più semplici “vetrine”, ma sistemi finanziari completi, con processi integrati per onboarding, scoring, gestione investitori, reporting e audit. Verso il 2026: la finanza alternativa entra nella sua fase 2.0 Il Finance Day Italia 2025 lascia un messaggio chiaro: l’ecosistema è pronto per una nuova fase caratterizzata da:convergenza tra equity e debito;investitori professionali sempre più presenti;rafforzamento dei modelli crowd + club deal;applicazioni concrete di DLT e tokenizzazione.La finanza alternativa non è più un segmento emergente: è un pilastro della crescita delle PMI italiane, e il Crowdinvesting, lungi dall’essere in flessione, sta entrando nel suo momento di maggiore maturità. Fonte originale: Economy Magazine
Autore: Economy Magazine
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6 marzo 2025

TPPay e CrowdCore: Una Nuova Era per il Crowdinvesting in Italia.

Il panorama del Crowdinvesting sta per subire una trasformazione radicale grazie alla nascita di una collaborazione strategica tra TPPay e CrowdCore.  Noi di Tech4finance siamo entusiasti di condividere questa notizia, che rappresenta un importante passo avanti per il mercato italiano degli investimenti digitali. Una Partnership Strategica  Il recente accordo tra TPPay - un Istituto di Moneta Elettronica regolato dalla Banca d’Italia e parte del gruppo TAS, leader nel settore ICT - e CrowdCore, la nostra infrastruttura SaaS per il mercato del Crowdinvesting, pone le basi per una rivoluzione nella gestione delle piattaforme di Crowdfunding. Grazie a questa sinergia, sarà possibile integrare in maniera fluida e sicura i servizi di pagamento offerti da TPPay all’interno di un ecosistema tecnologico di altissimo livello. La partnership nasce dall’esigenza di semplificare e rendere più sicure le operazioni finanziarie nel settore degli investimenti digitali, garantendo al contempo la piena conformità alle nuove normative europee (ECSP). Con l’adozione di strumenti tecnologici avanzati, il processo di gestione delle piattaforme di Crowdfunding diventerà non solo più efficiente, ma anche maggiormente trasparente e affidabile. Un Nuovo Standard di Sicurezza e Innovazione La collaborazione tra TPPay e CrowdCore si configura come un vero e proprio cambio di passo per il mercato del Crowdinvesting. Con l’integrazione dei servizi di un istituto di pagamento italiano regolato, si affiancano agli operatori storici soluzioni innovative e altamente performanti, capaci di rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza e conformità normativa. Gianmario Colafati, Amministratore Delegato di Tech4finance, ha sottolineato come questa alleanza rappresenti una scelta strategica fondamentale:  “Per Tech4finance è una partnership strategica che consente di integrare nella propria infrastruttura SaaS un Istituto di Pagamento Italiano, regolato da Banca d’Italia, e di offrire una alternativa ad un mercato che fino ad oggi è sempre stato presidiato da operatori esteri. Con CrowdCore, oltre ad essere abilitatori tecnologici leader nel mercato del Crowdinvesting, siamo sempre attenti alle novità e alle innovazioni, con l’ambizione di offrire ai nostri clienti un’infrastruttura di grande qualità e sempre aggiornata.” Allo stesso modo, Alfonso Catone, Chief Commercial Officer di TPPay, ha evidenziato come la partnership rappresenti un’opportunità unica per elevare il livello dei servizi offerti:  “Lavorare con un leader come CrowdCore è un’opportunità straordinaria per portare i nostri servizi a un livello superiore. Questa partnership rappresenta un cambio di passo per il mercato del Crowdfunding, rendendo finalmente possibile la collaborazione con un PSP italiano con i relativi vantaggi. Grazie a questa collaborazione, la tecnologia diventa il cuore pulsante di un’esperienza utente semplice, sicura e conforme.” Il Futuro del Crowdinvesting in Italia  Questa collaborazione non solo rafforza la posizione di Tech4finance nel panorama degli investimenti digitali, ma getta anche le basi per un futuro in cui il Crowdinvesting diventi sempre più accessibile, trasparente e sicuro. Grazie alla sinergia tra l’expertise di TPPay nella gestione dei flussi finanziari e l’innovazione tecnologica di CrowdCore, le imprese e gli investitori potranno beneficiare di una piattaforma all’avanguardia, in grado di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. L’adozione di tecnologie avanzate e il rispetto delle normative europee rappresentano, infatti, la chiave per instaurare un ecosistema finanziario affidabile, in cui la fiducia e la sicurezza siano al centro di ogni operazione. In questo contesto, Tech4finance conferma il proprio impegno nel fornire soluzioni tecnologiche che rispondano non solo alle necessità del presente, ma che siano anche in grado di anticipare le sfide del futuro.
Autore: tech4finance.it
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