Presentato l'11° Report italiano sul Crowdinvesting

22 luglio 2026
Il 21 luglio 2026 è stato presentato l'11° Report italiano sul Crowdinvesting, realizzato dall’Osservatorio Entrepreneurship Finance & Innovation della School of Management del Politecnico di Milano.
La nuova edizione fotografa un mercato in evidente difficoltà: nei dodici mesi compresi tra luglio 2025 e giugno 2026 la raccolta complessiva attraverso equity crowdfunding, minibond e direct lending si è fermata a 164,19 milioni di euro, con un calo del 36,8% rispetto alla rilevazione precedente.
La contrazione è risultata ancora più marcata nel primo semestre del 2026, nel quale sono stati raccolti 73,72 milioni di euro, il 37,6% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. I volumi complessivi sono così tornati sui livelli registrati nel 2020.
Crowdinvesting 2026: meno piattaforme e meno campagne
Al 30 giugno 2026 risultano autorizzate in Italia 37 piattaforme ECSP, cinque in meno rispetto all’anno precedente. Soltanto 30, però, hanno pubblicato almeno una campagna negli ultimi dodici mesi.
Il dato riflette una fase di consolidamento del settore, caratterizzata dall’uscita di alcuni operatori, dalla sospensione di alcune autorizzazioni e dalle prime operazioni di aggregazione.
Il nuovo quadro regolamentare europeo ha innalzato gli standard di trasparenza, organizzazione e controllo, ma ha anche reso più complesso e oneroso operare sul mercato. La capacità di sostenere nel tempo gli investimenti tecnologici, organizzativi e di compliance sta quindi diventando un importante fattore di selezione.
Equity crowdfunding: il real estate sostiene la raccolta
Nel 2025 le campagne equity concluse con successo hanno raccolto 98,06 milioni di euro, rispetto ai 112,58 milioni del 2024.
Nel primo semestre 2026 la raccolta è scesa a 37,96 milioni, con una riduzione del 29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il contributo del comparto immobiliare è stato però determinante: le operazioni real estate hanno raccolto 29,39 milioni di euro, mentre tutte le altre campagne equity si sono fermate complessivamente a 8,56 milioni.
Questi dati sembrano indicare una maggiore attenzione del mercato verso progetti con una destinazione delle risorse, una durata e una prospettiva di monetizzazione più facilmente identificabili.
Lending crowdfunding in forte calo
Il direct lending ha chiuso il 2025 con 106,16 milioni di euro raccolti, il 34% in meno rispetto al 2024. La flessione è proseguita nel primo semestre 2026, con una raccolta pari a 33,60 milioni di euro, quasi dimezzata rispetto ai 62,21 milioni dello stesso periodo del 2025.
Anche in questo comparto prevalgono le operazioni immobiliari, che hanno contribuito per 28,04 milioni di euro. Negli ultimi dodici mesi il 76,4% delle campagne lending pubblicate ha riguardato il real estate.
Parallelamente sono aumentati i rendimenti medi offerti, arrivati al 10,58% nelle campagne lending. Un incremento che può rendere le proposte più attrattive, ma che deve essere valutato insieme al livello di rischio dell’operazione e alla capacità di rimborso del proponente.
Le prospettive del crowdinvesting italiano
I dati del Report mostrano un mercato molto diverso da quello cresciuto rapidamente negli anni precedenti. La riduzione dei volumi non può essere ignorata, ma rappresenta anche il segnale di una fase più selettiva, nella quale la sostenibilità delle piattaforme dipenderà sempre meno dal semplice numero delle campagne pubblicate e sempre più dalla qualità dei progetti, dalla solidità organizzativa e dall’efficienza dei processi.
In questo contesto, la tecnologia non può limitarsi a supportare la pubblicazione delle offerte e la raccolta delle sottoscrizioni. Deve consentire di gestire in modo integrato l’intero ciclo di vita dell’investimento: onboarding degli utenti, profilazione, ordini, pagamenti, controlli, comunicazioni, monitoraggio delle operazioni e reportistica.
Un possibile impulso alla ripartenza potrà arrivare dall’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI, previsto per le operazioni realizzate attraverso piattaforme autorizzate. La misura contempla una copertura fino all’80% per direct lending e minibond e fino al 50% per l’equity, ma al momento della presentazione del Report non era ancora pienamente operativa.
La garanzia pubblica potrà favorire il ritorno degli investitori, ma non potrà sostituire una selezione rigorosa dei progetti, una rappresentazione trasparente dei rischi e un monitoraggio efficace delle operazioni.
Il futuro del crowdinvesting passerà quindi dalla capacità di costruire un mercato più concentrato, professionale e sostenibile, nel quale tecnologia, compliance e qualità dei processi diventino parte integrante del modello di business.
Tech4finance segue da anni l’evoluzione del crowdinvesting italiano e supporta gli operatori del settore attraverso CrowdCore, la piattaforma tecnologica dedicata alla gestione dei processi di raccolta, investimento e post-campagna.
La registrazione completa della presentazione dell’11° Report italiano sul Crowdinvesting è disponibile a questo link.
